giovedì 6 agosto 2009


L'opzione nucleare
Una risposta alla "green economy"
Ediz. Fusione Scienza & Tecnologia

L'energia prodotta nuclearmente è stata un successo senza precedenti nella storia dell'umanità. L'unico fallimento che le può essere attribuito è nelle pubbliche relazioni. Presentiamo quindi una serie di servizi sull'argomento sicuri che l'unico antidoto alle paure sia la verità scientifica.


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Fusione Scienza e Tecnolgia


Energia Nucleare News

Un'alternativa alla green economy

Dal fotovoltaico a costi proibitivi
di Renzo Riva 10.07.2009
Oggi dico ad alta voce che la politica delle energie rinnovabili e in particolare per le centraline idroelettriche asseterà la montagna e le valli italiane.
Non c'è fine allo scempio perpetrato contro la montagna italiana e friulana in particolare da quando la regione Fvg è stata designata dal ministero dell'ambiente "regione pilota" per raggiungere il traguardo del 25% del suo fabbisogno elettrico prodotto da fonti rinnovabili.

Il governo Zapatero ha tagliato dell'80% il programma di energie
alternative da 2400 a 800 megawat

Quanto costa creare posti di lavoro nel settore dell'energia solare ? in Spagna che è il paese che ha speso di più di tutti in % del PIL hanno calcolato che in media costa 774mila dollari di sussidi creare un posto di lavoro nel settore eolico e solare.

Ora che sono alla frutta con disoccupazione schizzata al 18% zitto zitto il governo Zapatero ha tagliato dell'80% il programma di energie alternative da 2400 a 800 megawat. In Germania hanno finalmente notato che dopo aver garantito ai produttori di energia solare prezzi più di alti di SETTE VOLTE di quelli normali tramite un complicato sistema di sussidi il costo medio dell'elettricità è salito del 30% e ora stanno anche lì in silenzio tagliando sul solare ed eolico

Purtroppo per gli Stati Uniti invece Obama sta ora bruciando decine di miliardi nel solare nel mezzo della peggiore crisi economica del dopoguerra e avendo i media che nascondono la verità sta infilando questo colossale spreco nel suo deficit da 1800 miliardi di dollari con cui affonderà il dollaro e i titoli di stato americani

L'energia eolica, un completo disastro
Prof. Michael J. Trebilcock

Michael J. Trebilcock è Professore Ordinario di Diritto ed Economia, Università di Toronto.
L'energia eolica non è una valida alternativa economica alle altre opzioni di risparmio energetico. Ancora una volta, l'esperienza della Danimarca è istruttiva. La sua produzione di energia elettrica avviene con i costi più alti in Europa (15 ¢ / kWh rispetto all'attuale costo di circa il 6 ¢). Niels Gram della Federazione danese delle industrie, spiega, "i mulini a vento sono un errore e non hanno senso economicamente. Aase Madsen, il presidente della politica energetica del Parlamento danese, li ha definiti "una terribilmente costoso disastro."

La Danimarca, che copre il 20 % del fabbisogno elettrico con i parchi eolici, sta tornando indietro,
il loro utilizzo ha spinto in alto il costo dell'elettricità e la popolazione protesta. In Italia i venti come il libeccio, la tramontana, il maestrale, il grecale, e lo scirocco soffiano per 2000 ore l'anno, contro le 6000 ore dei venti in Danimarca o in Olanda
I parchi eolici da noi servono quindi a ben poco. Come si vede dalle autostrade le pale dei generatori eolici sono spesso ferme, addirittura ci sono diverse torri staccate dalla rete elettrica, tanto... E' solo un modo per spillare denaro ai contribuenti.

Da Enzo Riva 25.04.2009
Questo scrive giustamente il Prof. Franco Battaglia:
“I posti di lavoro si aumentano consumando energia,
non risparmiandola”

Pubblicato sul Messaggero Veneto fascicolo di Udine il giorno 8.04.2009 a pagina XIX nella rubrica “Per posta e per e-mail”
ENERGIA
Irraggiungibile 25% di rinnovabile

Venerdì scorso (3 aprile 2009) a Roma la regione Fvg è stata designata pilota nella sperimentazione delle energie rinnovabili con l’obiettivo di raggiungere il 25% del fabbisogno con tali fonti.
Non riuscendo lo Stato a rispettare nemmeno l’insensato 20-20-20 deciso a Bruxelless qui vogliamo raggiungere il 25%?
Insensati coloro che hanno sottoscritto qualcosa in tal senso.
Dopo diranno che era una sperimentazione e giustificheranno in tal modo il mancato raggiungimento dei propositi e delle parecchie risorse finanziarie sprecate.
Cosa c’è da sperimentare ancora, che già non si sappia, sarà un mistero. Comunque si potrà agevolmente raggiungere il 25%: basta solo metterci un po’ d’impegno e deindustrializzare ulteriormente qui in regione.
Pensate, se chiudono Pittini, Fantoni, Abs e altre aziende energivore potremmo anche arrivare al 40% del fabbisogno energetico regionale.
Contenti tutti, vero? Auguri per un 50%!

Crolla il fotovoltaico in Europa
Solo ottanta giorni fa sembrava ancora in crescita esponenziale.
20.4.2009
I consuntivi del 2008, per l'industria fotovoltaica, si erano appena chiusi a oltre 20 miliardi di dollari, cinque volte quelli del 2005. «Eppure, da allora, è cambiato tutto – spiega Paula Mints, analista della Navigant Consulting, azienda di ricerca sul fotovoltaico globale – oggi l'industria vive un clima completamente diverso, di sovraccapacità produttiva, di moduli e pannelli invenduti e accumulati nei magazzini, e di vera e propria guerra dei prezzi».